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By Auteur inconnu

Il faggio è questo, in cui Serrano incise

Sotto il nome di Filli i varj moti

Del gran Pianeta, e i corsi a lui sol noti

Delle stelle da noi tanto divise:

Il sasso è questo, ove talor s'assise

Cantando delle cose i semi ignoti,

Come il tuono si formi, e come roti

Il fulmine sul monte in varie guise.

Or più nol veggio; ch'a trovar sua stella

Nel Ciel è gito, ove spess'io rimiro

E chiamo Morte, che m'unisca a quella.

Sovente al dolce luogo il passo giro;

E poiché non poss'io l'anima bella,

Mi stringo al faggio e al sasso, e poi sospiro.