2 (448)
Se stringo il plettro, e colle fila d'oro
La Tosca lira a flagellar l'invito,
Non bramo già d'intenerir Cocito
O altra Tebe innalzar, fabbro sonoro.
Né chieggio, possessor d'ampio tesoro,
Sul tergo d'un Delfin salvarmi al lito,
Né voglio audace in paragone ardito
Farmi di Febo emulator canoro.
Per celebrar d'Amore arco e faretra,
Per cantar degli Eroi l'imprese e l'armi,
Tromba non gonfio o risonar fo cetra:
Canto a me stesso; e può, cred'io, bastarmi,
Ché, se i sensi domar da me s'impetra,
Saran clava d'Alcide i nostri carmi.