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By Auteur inconnu

Sin che nocchiero della stanca e frale

Mia Navicella Amore ebbe il governo,

Oh quanto l'agitò l'orrido verno

D'una cruda tempesta atra infernale!

Ma or che la ragion, Padre immortale,

Regge il timon per tuo decreto eterno,

Il bel lido vicino io già discerno,

Né più l'onda nimica in lei prevale.

Della tua grazia un venticel le vele

L'empia or così che per cammin distorto

D'Averno non la tragga aura infedele.

E acciò del senso il lusinghier conforto

Più non l'inviti all'Ocean crudele,

Signor, deh fa' ch'ella si sciolga in porto.