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By Auteur inconnu

Se quel pensier, che inutilmente fiso

Sin qui tenni in colei, con miglior' ale

Salito fosse al bello alto, immortale,

Che, ovunque inteso egli è, fa Paradiso;

Io non andrei così da me diviso,

Com'uom, cui d'altri e di sé nulla cale;

Ma sollevando il basso esser mortale,

Parte qui avrei del sempiterno riso;

E attonite ver' me verrian le genti,

E griderian: “Qual nuova vita è questa,

E scevra, e sgombra degli umani stenti?”

Ma, lasso me, la misera mi resta

Carca di pensier' gravi e di lamenti,

Talché a me incresce ed è ad altrui molesta.