2 [Di anonimo]
Subbitamente Amor, con la sua fiaccola,
di novo focho il cor mi venne accendere;
et poi mi senti' prendere
e mettermi in quel punto in servitudine
di tal che va vestita come tacchola,
la cui beltà io non potei comprendere
tanto la vidi splendere
che quaçi avea di sol similitudine.
Io spero aver da lei beatitudine
per alchun segno ch' a ciò mi significa,
sì che ne sente l'alma refrigerio;
ma poi lo desiderio
cresce sì forte ch'el viço mortifica,
onde i miei dì seran pochi per novero
se tosto da costei non ò ricovero.
Ma non di meno, infin che la mia anima
albergherà nel corporale hospitio,
credo stare al servitio,
sensa mutar già mai altro proposito,
di questa donna gentile et magnanima,
nimica et spegnatrice d'ogni vitio,
più che non fu Fabritio
o qualunque altro ad ciò fu me<glio> disposito;
et se per lei testé mi fusse inposito
ch'io mi dovesse dal mondo dividere,
tosto il farei, per far sua voglia satia,
e terrei maggior gratia,
piacendo a llei, con gran tormento stridere,
che se un' altra, quanto vuol bellissima,
ad ogni mio voler fusse prestissima.
Questa leggiadra e più d'altra piacevile
ne la mia mente giunse con gran fremito,
et con amaro gemito
chi dentro u' era fuor misse in esilio;
et ella sola, in acto signorevile,
dentro si chiuse, chome in cella heremito;
e sempre tiene in tremito
li spirti che da lei spectano auxilio.
Non ubidicte mai a padre filio,
prima che uscisse fuor di pueritia,
com'io costei che m'è data per domina;
la qual qui non si nomina
sol per temensa della sua iustitia,
ben che la lingua mia, con voce tacida,
suo dolce nome die e notte gracida.
Viemmi davanti la sua bella ymagine
talor, quando più stretto il sonno legami;
e non di meno arreghami
nell' intelletto tal dolcessa e gloria
che notar non la so nelle mie pagine,
sì che di ciò non posso fare storia,
però che la memoria
sì alte cose a pien<o> poi non dispiegami;
rimembr'io ben come dormendo piegami
Amor, ver lei, a farli reverentia
tosto c'appar<e> sua ombra al mio cubicolo;
sensa mensogna dicolo,
per che veduta n'òe l'esperientia,
che io, quando da tal sonno rimovomi,
delle mie braccia croce al petto trovomi.
Canson, tu vedi ben quant'è lo 'ncendio
che dentro porto e come il cor dilimasi;
ma forse ciò non stimasi
costei che nel disio lo fa confondere;
e però vanne sensa più suspendio,
a pregar lei che mi faccia iocondere,
ansi che Morte ascondere
faccia la vita mia che già dicimasi;
e se tu vei che 'n sua risposta exprimasi
alchuna volontà di me soccorrere,
die che 'l tardato don<o> non è laudabile;
e dopo tal notabile,
per ritornare a me ti mette a correre,
che tu sai ben, se stessi lungo termine,
mi troveresti facto escha di vermine.