2. Madonna me è avenuto simigliante

By Auteur inconnu

Madonna, me è avenuto simigliante

com de la spera a l'ascelletta vene,

che sormonta, guardandola, 'n altura

e poi dichina, lassa, inmantenante

per lo dolzore ch'a lo cor le vene

e frange in terra, tanto si 'namura.

Così, primeramente ch'eo guardai

lo vostro chiar visagio,

che splende più che ragio,

distrettamente, donna, innamorai.

E così sormontai, donna, vegendo

che mi donò Amore l'ardimento

di voi amar, sovrana di bieltate;

ma sospirando, lasso, e piangendo

son dichinato poi va in perdimento

per me merzè e frango in impietate.

Ma più m'agrada l'amoroso foco,

ov'è 'l mio core ardente,

per voi, vista piagente,

che per un'altra aver sol<l>azo e gioco.

E però v'adomando solamente,

per Dio, ch'agiate a grado il mio servire,

poi ch'io gradisco l'amoroso affanno;

e se volete ch'io sia dipartente

da voi amar, convenevi partire

da voi li sguardi, che languir mi fanno,

e poi lo dolze riso, per ch'io incoro,

e la bieltà c'avete;

e, se questo farete,

forse mi parto, se mi disamoro.

Madonna, ben ò inteso che lo smiro

aucide 'l badalischio a la 'mprimera;

di voi similemente m'è avenuto

per un vedere ond'io piango e sospiro,

che 'nmantenente m'al<l>umò la spera,

onde coralemente son feruto.

Oimé, chiaro miraglio ed amoroso,

sì per lo primo sguardo

vi 'maginai, ond'ardo,

nè del mio cor non fui mai poderoso.

Però, canzon, va dire ad ogni amante

che lo veder mi par la prima cosa

per c'om più si 'namora per usanza,

avegna che 'l piacere è la fermante;

e ciò com ferma e 'n esso si riposa,

adesso cresce sanza dubitanza;

e saccio ben ca non var<r>ia neiente

veder, se non piacesse

ch'amor se n'aprendesse;

ma da che piace, aprende tostamente.