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Signor, tant'oltre il tuo valor si stende
Nell'opre, ne i costumi, e nel bel canto,
Che del sangue l'onor, l'onor del manto
Nulla in te sono, in cui virtù più splende.
Già il suolo omai quasi col Ciel contende
Per tue degn'opre: ché rapir mai tanto
Non può del tempo il fiero artiglio, quanto
L'alta tua possa d'ora in or gli rende.
Ma benché 'l suolo per voler de i Numi,
Tolti i bei fregi di natura e d'arte,
Sol mostrasse erte balze, ispidi dumi,
Perché bello ei pur fosse a parte a parte,
Basterebbe il candor de' tuoi costumi,
E 'l profondo saper, che spargi in carte.