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By Auteur inconnu

Non perché io veggia la mia Patria farsi

Del tuo gran sangue e di tua cuna altera,

Né perché Roma in te risplende, e spera

Di nuovi Eroi nella tua Prole ornarsi,

Sento, Donna immortal, meco infiammarsi

Il pensier di tua lode unica e vera;

Ma perché il Cielo unio tutta la schiera

In te de' pregi, che in mill'altri ha sparsi.

Me tua grand'Alma accende, e 'l coro adorno

Di tue virtudi, e i candidi costumi,

E le Muse, ch'a te siedono intorno.

Che poi Giano, e Quirin de' tuoi bei lumi

Vanti, l'uno il natal, l'altro il soggiorno,

Degna gara è d'onor fra duo gran' Numi.