20 (311)
Al tribunal d'Amore un dì n'andai,
E dissi: “O sommo Giudice de' cori,
Io piansi, e piango ognor, che l'empia Clori
Mio cor si tolse, e nol mi rese mai.”
Rispose l'Avversaria: “Io tel rubai?
Tu mel donasti,. Or qual s'udio ne' Fori
Legge d'antichi o di novelli Amori,
Che renda io quel che tu donato m'hai?”
“E quando” (soggiuns'io) “l'Alma donata
T'avessi ancor, giust'è che si ritoglia
Un sì gran dono a chi si rese ingrata.”
Allora Amor, che in un giudica e regna:
“Costei tiene il tuo cor? Tu sempre in doglia?
Ciascuno in suo possesso si mantegna.”