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Poiché irata Giunone il fin prescrisse
Alle Troiane cose, e salir feo
Su mille navi e tentar l'alto Egeo
La Greca gente, sicché in Asia gisse;
E poiché trasse il crudo accorto Ulisse
Dentr'Ilio la fatale opra d'Epeo,
Onde il superbo Regno arse e cadeo,
Cui tanto Grecia per dieci anni afflisse;
“Colà sul Tebro, ch'è omai tempo vada
D'Anchise il figlio, e ne sia chiaro e altero
Per nuova Troia il bel Latin paese”,
Dissero i Numi, e tosto aprir' la strada
Al corso di felici e lunghe imprese
E a' bei principj del Romano Impero.