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By Auteur inconnu

Cade, in amando Urania, omai mia vita,

Né tempo valmi, o variar di loco:

Invan chi mi soccorra, ahi lasso, invoco,

O renda a me la libertà smarrita.

Conosco ben sua crudeltà infinita,

Ma al bel pensando, ond'Io morrò fra poco,

Prendo, di morir pago, il colpo a giuoco,

Né l'empia d'accusar mia lingua è ardita.

Talor ragion con debil voce appella

A uscir del giogo il lasso spirto offenso,

E soccorso promette all'alma ancella;

Ma, qualora seguir sue voci Io penso,

Anch'essa esclama: “Ahi quanto Urania è bella”,

E mi tradisce allor vie più che 'l senso.