20 Ahi! larva sol d'accesa fantasia

By Vittorio Betteloni

Ahi! larva sol d'accesa fantasia

É forse quello che finora ho detto;

Temo che il mio castello in aria sia

E non punto nel mezzo al bosco eretto.

Ma questo poco vale;

Il nostro amor, fanciulla,

Non ne scema per nulla,

Resta sempre l'eguale.

Non fan tante grandezze al caso nostro;

Io miglior sorte non saprei di quella

Nella quale mi trovo, e seta od ostro

Non ti bisogna a te per esser bella.

Poi non c'è stenti o pene,

Che teco non durassi,

Se un gorno a peggior passi,

Fanciulla mia, si viene.

Ma a sognar tuttavia non si ritorni;

Poche ci s'è pasciuti di grandezze,

E fummo pur d'ogni splendore adorni,

To' c'ora noi si cade in istrettezze!

Par che natura sia

Sognar fortune ingenti,

Ma sognar pene e stenti

Giurabacco! è follia.

Oh atteniamoci al vero: il vero è questo,

Bimba, per noi, che presso della sponda

C'è un alberguccio ove difetta il resto,

Ma non di manco il buon voler ci abbonda.

Questo alberguccio è vero

E si tocca con mano,

Del mio cervello strano

Non è un matto pensiero.

Queste, fanciulla mia, non sono fole;

Io l'o4va sode ci mangiai sovente,

Dopo il mio bagno al tramoniar del sole,

Ivi dietro nell'orto dolcemente.

Dunque a starci t'invito

Te pur con me, o diletta:

Decente la casetta,

Delizïoso è il sito.

C'è un primo piano dove appigionare

Soglion, picciole stanze, e là ripara

Talun saggio e filosofo scolare,

Che di prender l'esame il modo impara.

Però a pigion per noi

Prendere io voglio il tutto,

Che qualche farabutto

Non ci annojasse poi.