20 (RVF 22)

By Giacomo Leopardi

A qualunque animale alberga in terra,

Se non se alquanti c'hanno in odio il sole,

Tempo da travagliare è quanto è 'l giorno;

Ma poi ch'il ciel accende le sue stelle,

Qual torna a casa, e qual s'annida in selva

Per aver posa almeno infin all'alba.

Ed io, da che comincia la bell'alba

A scuoter l'ombra intorno della terra

Svegliando gli animali in ogni selva,

Non ho mai triegua di sospir col sole:

Poi, quand'io veggio fiammeggiar le stelle,

Vo lagrimando e desiando il giorno.

Quando la sera scaccia il chiaro giorno,

E le tenebre nostre altrui fann'alba,

Miro pensoso le crudeli stelle,

Che m'hanno fatto di sensibil terra,

E maledico il dì ch'i' vidi 'l sole:

Che mi fa in vista un uom nudrito in selva.

Non credo che pascesse mai per selva

Sì aspra fera, o di notte o di giorno,

Come costei ch'i' piango all'ombra e al sole,

E non mi stanca primo sonno, od alba;

Che, bench'i' sia mortal corpo di terra,

Lo mio fermo desir vien dalle stelle.

Prima ch'i' torni a voi, lucenti stelle,

O tomi giù nell'amorosa selva

Lassando il corpo, che fia trita terra,

Vedess'io in lei pietà: ch'in un sol giorno

Può ristorar molt'anni, e 'nnanzi l'alba

Puommi arricchir dal tramontar del sole.

Con lei foss'io da che si parte il sole,

E non ci vedess'altri che le stelle;

Sol una notte; e mai non fosse l'alba;

E non si trasformasse in verde selva

Per uscirmi di braccia, come il giorno

Che Apollo la seguia quaggiù per terra.

Ma io sarò sotterra in secca selva,

E 'l giorno andrà pien di minute stelle,

Prima ch'a sì dolce alba arrivi il sole.