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By Ludovico Leporeo

Chi muore per amore di stranguria,

Chi gonfio va di vanità di boria,

Chi geme per la speme frustatoria

Che lo imberlina e disciplina in Curia.

Chi scrive in poesia, vive in penuria,

Chi tesse in carte con poc'arte istoria,

Chi produce alla luce stampatoria

Di proposte e risposte una Centuria.

Chi s'ammoglia, e s'imbroglia di miseria,

Chi fa vita romita questuaria,

Chi non digiuna mai veruna feria.

Chi nell'attivo e nel passivo svaria,

Chi con mere chimere di materia

Che lo scervella fa castella in aria.