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By Alessandro Sforza

Plena di vanità, senza speranza

Solea già l'alma mia gir sola errando,

Pocho di sé, viemen d'altrui pensando,

In van spendendo il tempo che gli avanza.

Hor facta è albergo sol pien di lianza

D'amorosi pensieri, sempre parlando

Di questa donna sol, di cui cantando,

Cangiar sento mia vita e ogni mia usanza.

E di cui pensa, canta parla e scrive

Il cor, la lingua, la mia voce e mano

Sì che d'ogni altra e di me stesso oblio.

Unde le voglie mie sento sì prive

D'altro disio e d'altro sperar vano

Che di lei sola io sono e non più mio.