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By Nicolò Franco

Regni il vizio nei mondo, né d'accesa

lingua sie più soggetto, né più spade

sembrin le penne, e là dov'ei più cade,

trovi, donde risorga, arme e difesa.

Io, questa mano in fin ad or intesa

a suoi terror, rivolgo a la beltade

mia guida, che del cor non pur mi rade,

ma de le carte, ogni delira impresa.

A lei purgo i pensieri, a lei l'ingegno,

la lingua, il cor, e con lo stil l'inchiostro

del tutto volto a la ben colta trama.

E come dal mio sol fido sostegno,

prendo pur, Bellentan, dal nome vostro

felice augurio di purgata fama.