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Quel, che tiene in mia mente alto ricetto,
Spiritello d'Amor leggiadro e vago,
Acciò sempr'io di lui sia lieto e pago,
Di dolce poesia m'inonda il petto.
Renduto quasi m'ha savio e perfetto
D'uom del vulgo, ch'i' era, errante e vago,
E, a guisa d'un celeste e gentil Mago,
Cangiato m'ha in testor di rime eletto.
Come pianta selvaggia avvien che il rio
Sapor ne lasci per soave innesto,
E i primi succhi suoi ponga in obblio,
E stupisca in mirare il nuovo cesto
E le poma non sue, così il cuor mio
Dice tra sé: "Frutto d'Amore è questo."