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Ah meraviglia non più in donna udita!
Essere di bellezza il primo fiore
E in tutti accender di sé stessa amore,
Né divenir perciò superba e ardita.
Anzi dal bel del corpo sbigottita,
Ingegnarsi di far più bello il cuore,
E, come non sentisse il suo valore,
A sue virtù coll'umiltà dar vita.
Quando d'intorno a sé turba amorosa
Scorge far ala e con stupor mirare
La leggiadretta sua forma vezzosa,
Schiva di questo onor, che dica pare,
Nel passar dolcemente disdegnosa:
"Perché nel cuor non ho beltà sì care?"