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Scorgo d'Aure vagar stuolo gentile,
Che va furando i mattutini odori,
Qual nembo d'Api, che sul verde Aprile
Susurra, ed erra a còrre il mèl da' fiori.
"Qualche novella", dico in atto umile,
"Di mia cruda mi date e bella Clori";
Ma via sen volan esse, e par che a vile
Prendan lo sfogo de' miei dolci amori.
"Fermate," allor ripiglio, "Aure, fermate,
E un mio sospiro almen, deh ravvolgete
Nel velo di vostr'ale inargentate.
Poi nel bel sen di lei lo riponete,
Ove destar potria qualche pietate:
Ma sorde al par di Clori - ohimè - voi siete."