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Sotto benigno avventurato segno
Formossi quella, ch'al mio cuor sì piacque,
E di lei il Ciel cotanto si compiacque,
Che versò in lei più d'un pregiato pegno.
Mercurio il dir le diè, Palla l'ingegno,
Giove il comando, e quella, che dall'acque
Marine per bellezza illustre nacque,
Grazie donolle in dolce e bel contegno;
Onde piena di scherzi e d'altri incanti,
Tutta nel viso sfavillante e accesa,
Tragge con dolce forza a sé gli amanti.
Ma se Vener piacevole l'ha resa,
Marte terribil félla: or risi, or pianti
Prova chi l'ama, e non può far difesa.