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By Auteur inconnu

Chi mai ti fé quelle pupille ardenti,

Che dal liquido lor saettan fuoco?

In cui scherza Cupido e 'l riso e 'l gioco,

Pena soave dell'umane menti;

Per cui avvien che vie novelle io tenti

Di gir di gloria a discosceso loco;

Per cui tutto mi cambio a poco a poco,

E mi fruttan grandezza anco i tormenti.

Voi, voi la grazia di man propria feo,

Artefice gentil d'alte adornezze,

Discacciatrice d'ogni pensier reo.

Vostro miracol è che l'alma sprezze

Ciò che 'l vasto suo sen mai non empieo,

E s'erga dalle vostre al Ciel bellezze.