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Chiudea le ferme adamantine porte
Incontro all'Uom rubello alto disdegno,
Quando il divin Trionfator di morte
Poggiò per l'aere al suo beato Regno.
“Principi voi di mia superna Corte,
Aprite,” ei disse, “a me possente e degno
Re della Gloria, a me possente e forte,
Che vinsi il Mondo sull'infausto Legno.”
Ma poiché intese in Ciel non eran anco
Le voci sue, la sanguinosa ei prese
Robusta Croce, ove posò già stanco;
L'eterno scosse uscio gemmato, e ascese
A destra al Padre vigoroso e franco,
E al Trono innanzi in bel trofeo l'appese.