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Bella la prisca etate al giusto amica,
Ove in fede vivean Ninfe e Pastori,
E in un voler sendo conformi i cori,
Paghi godean della lor terra aprica.
Questa, che scesa è pur dall'altra antica,
E sa l'uso de' primi anni migliori,
Come in tante or s'involve ombre d'errori,
Superba, avara, e di virtù nemica?
Come l'inganno alfin v'ebbe ricetto?
E quella, ond'è men grave il nostro esiglio,
Semplicità, come si feo difetto?
Ahi, se 'l sangue primier bevve vermiglio
Il suolo, e v'entrò frode, odio, e dispetto,
Sol fu dell'empia ambizion consiglio!