21 (206)

By Auteur inconnu

Care leggiadre figlie

Del Sol, bionde Giunchiglie,

Che ornate il gentil petto

Dell'Idol mio diletto:

Forse vi pose Amore

Per bella guardia al core,

Al cor sì prezioso

Dell'Idol mio vezzoso?

Se custodi ne sète,

L'entrata contendete

A sdegno, a crudeltate,

E partir non lasciate

Pietà dal gentil petto

Dell'Idol mio diletto.

Per sì grati favori,

Grato dirò che i Fiori,

Onde l'aurora in Cielo

Sparge il purpureo velo,

Cedono il pregio loro

A voi, Giunchiglie d'oro.

Dirò, Giunchiglie belle,

Che sète in terra stelle,

Pompa ed onor del prato:

E laudator più grato

Dirò che alma Natura,

Con dolce amabil cura,

Sol da voi trasse i crini

Crespi, lucidi e fini,

D'Eurilla, ch'è 'l mio bene,

L'Idol mio, la mia spene,

Se gli ha sì ben formati

Dorati ed odorati.

Belle Giunchiglie care,

Ecco le luci chiare

A voi rivolge Eurilla,

E vi mira tranquilla;

Scherzosetta, vivace,

Vi mira, e sen compiace!

Oh, foss'io pur, qual voi,

Gradito agli occhi suoi!

A' suoi begli occhi onesti,

Tutti grazie celesti;

Ma per me troppo altieri,

Troppo in amar guerrieri!

Deh torni, ah torni Eurilla

A mirarvi tranquilla,

Care leggiadre figlie

Del Sol, bionde Giunchiglie;

E Amor, per nobil vanto,

Lieto a lei mostri intanto

Nell'oro, che in voi vede,

L'oro della mia fede.