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Care leggiadre figlie
Del Sol, bionde Giunchiglie,
Che ornate il gentil petto
Dell'Idol mio diletto:
Forse vi pose Amore
Per bella guardia al core,
Al cor sì prezioso
Dell'Idol mio vezzoso?
Se custodi ne sète,
L'entrata contendete
A sdegno, a crudeltate,
E partir non lasciate
Pietà dal gentil petto
Dell'Idol mio diletto.
Per sì grati favori,
Grato dirò che i Fiori,
Onde l'aurora in Cielo
Sparge il purpureo velo,
Cedono il pregio loro
A voi, Giunchiglie d'oro.
Dirò, Giunchiglie belle,
Che sète in terra stelle,
Pompa ed onor del prato:
E laudator più grato
Dirò che alma Natura,
Con dolce amabil cura,
Sol da voi trasse i crini
Crespi, lucidi e fini,
D'Eurilla, ch'è 'l mio bene,
L'Idol mio, la mia spene,
Se gli ha sì ben formati
Dorati ed odorati.
Belle Giunchiglie care,
Ecco le luci chiare
A voi rivolge Eurilla,
E vi mira tranquilla;
Scherzosetta, vivace,
Vi mira, e sen compiace!
Oh, foss'io pur, qual voi,
Gradito agli occhi suoi!
A' suoi begli occhi onesti,
Tutti grazie celesti;
Ma per me troppo altieri,
Troppo in amar guerrieri!
Deh torni, ah torni Eurilla
A mirarvi tranquilla,
Care leggiadre figlie
Del Sol, bionde Giunchiglie;
E Amor, per nobil vanto,
Lieto a lei mostri intanto
Nell'oro, che in voi vede,
L'oro della mia fede.