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Poco mi resta, è ver, da solcar l'onda,
Che dovria farmi al navigar più franco,
E pur m'affligge il non saper pur anco
D'uscire in gola al Mare o in lieta sponda.
Tempo più che mai fero or mi circonda;
E benché fra tempeste il crine ho bianco,
Già più saggio non son, ma son più stanco,
E senz'armi e consiglio il legno affonda.
Fu il mio cammin sì mal guidato e torto,
Che senza miglior guida io temer deggio
Di finir nello scoglio, e non nel porto.
Ben del corso affannoso al fin mi veggio,
Ma non so per qual meta. Ahi qual conforto
Finire un mal con paventarne un peggio!