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Come costei, che quando i lumi aperse
Diè moto e spirto di Cupido all'ali,
Or coperta di tenebre mortali
Porta le luci di pallor cosperse?
Oh da quelle di pria quanto diverse
Vaghe luci, serene ed immortali,
Che giammai non fur viste a quelle eguali,
Che la debil mia vista non sofferse!
Vaghe luci, per cui languendo scrissi,
Così pallide – oh Dio! – deh chi vi rende,
Voi, che già foste di splendore abissi?
Ma chi tra quei pallori il guardo stende,
Astri vi troverà lucenti e fissi:
Ché il Sole ancora infra le nubi splende.