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In compagnia d'Amor, che ratto il guida,
Folle sen corre il mio pensier veloce,
Né ascolta di ragion la nota voce,
Che d'ora in or più lo richiama e sgrida.
“Ove ten vai dietro la scorta infida
D'un che finge giovare allor che nuoce?”,
Dic'ella; “ah mira in qual angusta foce
La nave del desio spinge ed affida!
Ve' il mar cruccioso, e l'onde al Cielo infeste,
E par dica il tuo Sol pallido e smorto:
‘Volgi indietro le vele agili e preste.’”
Ma quei, nel suo cieco desire assorto,
Risponde: “Anzi perir vo' fra tempeste,
Che lungi dal mio ben gioire in porto.”