21 [Di anonimo]
Di vento pasci chi techo si gloria,
con esperansa d'etterno dispendio;
ma questo mio compendio
mira, nel qual tuo fallo se innotifica,
e tucto vedrai, fuor che la memoria,
venuto dell' imperi' ad vilipendio.
Recevi per impendio
questo ver che da te me diversifica:
regnaro li 'mperi per voglia deifica,
fin che 'l nuovo peccato, per l'antique
lor colpe, come lique,
renduto à lor despetto per nequitia,
e confusione, in cambio de granditia.
Levolli Idio quanto montar dovevano,
facti nobili cedri de vil salici;
ché Taliani e Galici
et li abitanti socto ogni emisperio
honore e fructo e gratie le rendevano,
ciò volendo Colui, che sempre smalici!
perché, doppo, quei calici
li quai gustò per nostro refrigerio,
fortificasser lo splendente cerio
di nostra fe' nel suo vicaro almifico;
et or, questo malifico,
per ciò che 'l volse spegner, non che induperi,
ma el convien che sé coi suoi vituperi.
Grida dinansi a Dio la doppia ingiuria
che li fe' questi, ponendo l'ecclesia
in scisma e in heresia;
vilificando le papali ancilia
fe' la corona imperiale expuria;
furando lei, che seco mal protesia,
falla star vil, d'egresia,
de la qual sol per vitio se pispilia;
divisa l'à da Dio, che fo già filia,
questo superbo, che tucto s'entotila.
Ben ch'amara sia, potila,
ogni amico di lui, questa sententia:
convielli aver del fallo penitentia.
Credette Papa far, fece papavaro,
seguendo sol sua mente voluntaria,
le sacrosante altaria
spogliando, questi, ch'io teco denomino.
Acqua di Lethe o seme di pappavaro
non fa dormir, non permuta, né suaria
Colui in cui reparia
tucta vertù, justitia avendo quomino;
lassa far Lui che pur vorrà che tomino
color ch'àno lo spirito diabolico,
ghibellino, iperbolico:
non saperanno ordire o sì contexere,
che più non sappia Dio rompere e stessere.
Donqua, de tuo parlar vano e pampineo,
sterile in tucto, sol costor se godano
li qua<l>i per te si frodano
tollendo vil gineparo per pevere;
venir non può, se non per latrocinio,
ché i suoi nemici, che sempre l'accodano,
contra di lui si sodano
col Papa insieme, al quale sta discevere;
et s'el pur vien, trovar potrà da bevere
del vin del vostro Henrico, non è dubio,
o del suo sangue rubio
versar, come ad Grosseto, non te smemori,
fuggendo infame e i maremmani nemori.
Allor direm che dee portar grisolito
et imperare in toscana moralica,
con sua mente barbalica,
se, co' la gente ch'à seco theotonica,
questo ydol vostro, non prete né accolito,
honore aurà della provincia Galica
qual a gente metalica,
come si legge chiaro in ogni cronica;
allor direm ch'è nostra fede erronica
seguendo vostro error, che sempre giovine
e al Dio vostro approvine,
se noi vedrem che re Filippo sprincipe
gridando: – Idio, miglior fede reincipe! –
voglio, canson, che di bei fiori alisiti
et, così facta, inpisiti,
non con figura ferma o come carcere,
per ch'inde voi te scarcere
doppo tuo dire, e puoi, se non vedessimi
perché lontana stessimi,
ivi, in quel basso, non te fare annicola,
ma sol Fiorensa sia la tua pericola,
dicendo ai Guelfi che chi segue l'aquila,
seran, come già fuor, da questo barbaro
purgati piò ch'enfermo con reubarbaro,
onde per lor mal fructa cotal arbaro.