21 Io del castello in aria, e sia pur fatto

By Vittorio Betteloni

Io del castello in aria, e sia pur fatto

D'oro e di gemme rare,

Trovo per noi più adatto

E più convenïente

Codesto casolare,

Che, non foss'altro, è in terra fermamente.

Meglio per me tesor non si richiede

Di quel di tua bellezza;

Come, fanciulla, il piede

Colà tu posto avrai,

Del luogo c'or si sprezza

Di quel loco una reggia tu farai.

Io ci verrò con l'anima serena,

Del dolce, del solenne

Tuo desidero piena,

E con la poesia

Ch'è nell'età ventenne,

Con la celeste età, con l'età mia.

Or colà di che cosa avrem difetto,

Per vivere in letizia,

Se gli anni e il nostro affetto

Ivi con noi portiamo,

Se tanta in cor dovizia

Di tutte belle e dolci cose abbiamo?

Faremo al guardaboschi buona cera,

E gli porrem fra mano,

Con bel garbo e maniera,

Spesso ancor dei quattrini,

Purchè nessun profano

Qui al tempio nostro troppo s'avvicini.

Se non verranno spiritelli strani

A offrirci l'opre loro,

Troveremo altre mani,

E benchè a noi servito

Non fosse in vasi d'oro,

Mi parrà il nostro pranzo assai gradito.

Se manchino broccati e vasi d'oro,

Non mancheran lucenti

Sogni d'aureo lavoro,

Non mancheran gli arcani

Spirti d'amore ardenti,

Se manchin pur gli spiritelli strani.

Ben la Natura parzïal di tanto

Non è, da porci i suoi

Savi ministri accanto

E gemme ed oro al piede,

Ma serba forse a noi

Molto favor che a tutti non concede.

Stringe ella al sen, siccome prediletti,

Con le materne braccia,

Gli amanti giovinetti,

E i loro amor' seconda,

E pur benigna in faccia

Con lor di grazie e di carezze abbonda.

Già vederla mi par: già cinse intorno

Di rosea primavera

Il tranquillo soggiorno;

L'aer di viole odora;

Credo ch'ella maniera

Cerchi di farci lieti in tutto e ogn'ora.

Ella ai timidi sensi dà coraggio;

S'io più ti stringo al petto

Applaude in suo linguaggio -

Or taci - il flutto ascolta….

Pur qualcosa ci ha detto…..

E che mormora il bosco alla sua volta?… -

Vedi laggiù, dove discende il cielo

Sull'onda immensa e piana?

Là in vaporoso velo

D'òr trapunto e di rose,

La Lontananza arcana

Il suo bel regno di portenti ascose.

La razza nostra e il Sol laggiuso tende,

E là noi tenderemo

Quando il desìo ci prende:

Ruberò al pescatore

Il sottil burchio e il remo,

Per essere già in via col primo albore.

D'amor là il premio coglierem, fanciulla,

Là nell'aureo soggiorno:

Sull'onda che lo culla,

Move a celeste segno,

Per non più far ritorno,

Lento nel roseo abisso il picciol legno.