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Chi è fermato di menar sua vita
fuor de l'onde fallaci ed aspri scogli,
secur si faccia sopra il forte legno,
ov'ebbe il Re celeste amaro fine,
per cui potrà acquistar l'eterno porto,
mentre al governo ancor crede la vela.
Non speri alcun giamai drizzar la vela
nel corso faticoso de la vita,
sì che buon vento lo ritraga in porto,
se, per schifar i perigliosi scogli,
tenendo l'occhio al desiato fine,
non prenda per timone il sacro legno.
Quel onorato e prezioso legno,
che drizza a buon camin la stanca vela,
fu dato a l'uomo in segno del suo fine,
poscia ch'in quel morir volse la vita:
ond'egli in dietro ne ritrae da scogli
sì ch'aperto apparisce il vero porto.
Non fia ad alcun giamai smarrito il porto
varcando l'alto mar col santo legno,
per cui l'oscure tempestate e scogli
vietar non ponno a la spiegata vela
le belle insegne di quell'altra vita,
tal che non venga al terminato fine.
Mai non si faccia l'uom certo del fine,
volendo egli col giorno esser a porto,
se fin al varco estremo de la vita
non pigli per sua scorta il fido legno,
che ristaurò la già squarciata vela
da crudi venti e fra gli antiqui scogli.
Gran tempo l'uom nel mar tra duri scogli
posto in essilio dal suo eterno fine,
or quinci or quindi l'affannata vela
volgea per molti error; non però al porto
giamai puote arrivar, fin che sul legno
non ascese l'auttor di nostra vita.
Il legno altero, per cui l'onde e scogli
fuggendo, al porto condurem la vela.