210 (RVF 234)

By Giacomo Leopardi

O cameretta, che già fosti un porto

Alle gravi tempeste mie diurne,

Fonte se' or di lagrime notturne,

Che 'l dì celate per vergogna porto.

O letticciuol, che requie eri e conforto

In tanti affanni, di che dogliose urne

Ti bagna Amor con quelle mani eburne

Solo ver me crudeli a sì gran torto!

Nè pur il mio secreto e 'l mio riposo

Fuggo, ma più me stesso e 'l mio pensero,

Che seguendol talor, levomi a volo.

Il vulgo, a me nemico ed odioso,

(Chi 'l pensò mai?) per mio refugio chero;

Tal paura ho di ritrovarmi solo.