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Per cagion d'un profondo alto pensero
scorgo il mio vago obietto ognor presente;
sculto il porto nel cor, vivo in la mente
tal che l'occhio il vedea quasi men vero.
Lo spirto acceso poi veloce altero
con la scorta gentil del raggio ardente
sciolto dal mondo al Ciel vola sovente,
d'ogni cura mortal scarco e leggiero.
Quel colpo che troncò lo stame degno
ch'attorcea insieme l'una e l'altra vita
in lui l'oprar e in me gli effetti estinse;
fu al desir primo e fia l'ultimo segno
la bella luce al sommo Ciel gradita
che sovra i sensi mia ragion sospinse.