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By Filenio Gallo

Umil, suave letterina e cara,

scritta da quella man pulita e bianca,

di cui parlar saria mia lingua stanca,

lezadra, singular, benigna e rara,

quel lucido saffir che 'l mondo schiara

a me ti manda, perché sa che manca

la vita mia, se <s>pesso non l'infranca

con dolci scritti e con sua vista chiara.

Venisti a tempo, perché a terra oppresso

già ero da pensieri aspri et adversi

né disio di scampar m'era concesso.

Venghin pur or nimici impii e diversi,

ché sicuro è chi ha el soccorso appresso:

essi con l'arme et io sol coi to' versi.