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Ardeano i tetti, e 'l fumo e le faville
rote faceano e tenebrosi giri,
e 'ntanto io spargea fuor caldi sospiri
al ribombar de le sonore squille,
quando sembianze placide e tranquille
l'alto incendio destar de' miei desiri;
ed or dovunque gli occhi o 'l piede io giri
miro i bei raggi sparsi a mille a mille.
Così presagio d'amoroso ardore
fu quel notturno foco, e la mia fiamma,
già mancando l'altrui, s'accese e crebbe;
né d'avvampar né di pregar m'increbbe,
sì piace il modo onde un sol petto infiamma
con tante faci e con nova arte Amore.