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Or che l'Azzio immortal sangue regnante,
Poiché aggirossi a cento troni intorno,
Sé stesso incontra e le sue glorie tante,
Di cui fu sempre alteramente adorno,
Giubbilar veggo in fulgido sembiante
Lassù ne' campi del perpetuo giorno
L'Eroe, che con Goffredo in sulle sante
Mura fiaccò dell'Oriente il corno.
Fra mille il veggo celebrati e noti
Avi additar la gloriosa Tomba
A i futuri magnanimi Nipoti.
Già la fama sonora alto rimbomba,
E di tant'armi coronando i voti,
Co' sospiri dell'Asia empie la tromba.