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By Ludovico Leporeo

Un uomo ch'io non nomo, empio Cafareo,

Ignorantello di cervello aereo,

Un poeta di creta, un can cerbereo,

Un pelachiù di Belzebù tartareo,

Un vespon galavron, estro tenareo,

Mi sugge e strugge in polvere cenereo,

E vuolmi morto a torto, senza cereo,

Ch'odia la mia salmodia e stil nettareo.

Io però l'alzo, e sbalzo in mar corcireo,

E lo martoro con tortoro arboreo,

Lo frusto, lo raggiusto, e 'l fo zopireo;

Ch'io vivo e scrivo, ancor nonno nestoreo,

E qual si sia in poesia safireo

Non la può, signor no, con don Leporeo.