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Nunzia di lume eterno e d'oriente
divino uscita, alma e beata Aurora,
nel cui vago sembiante il mondo adora
le bellezze del cielo altrove spente,
quando de' be' vostri occhi il sol lucente
che 'l secco ingegno mio ravviva e 'nfiora
s'inalza e l'altro sol vince e scolora
di caldi rai più de l'usato ardente:
tempratel sì che 'n me non vengan meno
per sovverchio desio gli spirti interni,
ma di vitale ardor l'anima abondi.
Perch'io da questi, ond'ho gravido il seno,
e di Febo e d'Amor semi fecondi
produr vi possa alti concetti eterni.