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Odio il volgo profano: i ciechi inganni,
L'insidie l'Alma mia abborre e sprezza,
E il magnanimo cuor sprona ed avvezza
A belle imprese, a gloriosi affanni.
Oltre le vie del tempo i forti vanni
Stende de' suoi pensieri, e solo apprezza
Sublime inchiesta, che dal suol disvezza,
Né il fuggir teme o il variar degli anni.
Coll'ozio vil, mortale imprendo guerra:
Sento la fama, che il mio nome porta
E che il contrasto col suo grido atterra.
Miro l'invidia palpitante e smorta
Torcer le luci dispettose a terra
E roder sé, nel suo livore assorta.