212

By Auteur inconnu

Odio il volgo profano: i ciechi inganni,

L'insidie l'Alma mia abborre e sprezza,

E il magnanimo cuor sprona ed avvezza

A belle imprese, a gloriosi affanni.

Oltre le vie del tempo i forti vanni

Stende de' suoi pensieri, e solo apprezza

Sublime inchiesta, che dal suol disvezza,

Né il fuggir teme o il variar degli anni.

Coll'ozio vil, mortale imprendo guerra:

Sento la fama, che il mio nome porta

E che il contrasto col suo grido atterra.

Miro l'invidia palpitante e smorta

Torcer le luci dispettose a terra

E roder sé, nel suo livore assorta.