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Scorrendo un dì del Vatican le soglie
Dell'Apelle d'Urbin l'Anima altera:
"Perché", dicea, "di colorir mi toglie
L'Immago del mio Eroe sorte severa?"
Ma poi frenò le generose voglie,
Allor che vide la beltà primiera
Resa a' colori suoi da chi raccoglie
Le cadenti virtudi e al Tebro impera.
E con pianto di gioia aspersi i lumi,
Baciò le Mura alla magion Reale,
E disse: "Oh quanto io vi ringrazio, o Numi!
Ché ad eternar se l'arte mia non vale
Del Gran CLEMENTE il volto ed i costumi,
Ei pur nell'opre mie féssi immortale."