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Mugghia il leon per la febbre che 'l preme
dei tre dì l'uno, e poi pur se riposa,
e langue il marinaio per la rabbiosa
tempesta, e nel tranquil tempo non teme.
Ma io vorria saper quando non geme
questa alma, cruciata d'amorosa
fiamma crudel, che sempre sta nascosa
nel petto mio privato d'onne speme.
Qual giorno è più letissimo e felice
a l'umane ombre, in questo secol basso,
a me è di sospir verde radice.
Chi più se truova di ben privo e casso
che lo spirto mio misero infelice,
ch'ognora aspetta l'ultimo e sol passo?