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By Erasmo da Valvasone

Se fra i rumori e 'l fulminar di Marte,

il mormorio del mar e le procelle,

e l'importune ciurme, a l'alte stelle

che mandan gridi, e 'l gemer de le sarte,

unqua del breve dì vi lascian parte,

magnanimo Signor, queta et imbelle,

non v'incresca piegar gli occhi da quelle

sublimi cure in queste umili carte.

Così il gran Mario sanguinoso e fero

le sue lodi ascoltò cantando Archia;

Scipio se stesso udì d'Ennio ne' carmi.

Et io (se nol mi nega Atropo) spero

più temprar alto un dì la lira mia

e dir di voi gli alti trionfi e l'armi.