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Qual loda acquisti e qual mercede aspetti,
chi con prudenzia a que' cavai pon freno,
che tirano il mortal nostro terreno
e da sé sono al ver camino inetti,
tu, Celio, ch'ora tra i divini eletti
spirti ti vivi e godi il bel sereno
del primo immortal lume, il mostri a pieno,
e conoscer ne fai nostri difetti.
Felice auriga, che a la vera meta
sei giunto con felice e lieto corso,
ov'il premio ti godi in vita lieta,
così anch'io avessi, in questo mondo cieco,
a chi fier mi trasporta, posto il morso
e trovato il camin di venir teco.