217
Posso dir che il mio cuore è un Mongibello,
Viva fornace accesa da vostr'occhi,
E che d'amor, di gelosia trabocchi,
E neve e fuoco insieme stiano in ello.
Posso dir che splendore onesto e bello
Dal bel vostro sembiante in sen mi fiocchi,
E ch'il vostro parlar m'annodi e tocchi,
Laccio gentil, ma crudo insieme e fello.
Posso dir che dal crin terso come oro
E dalle mani più che avorio bianche
Amor mi dà ferita e in un ristoro;
Ma ristoro crudele io chiamarlo anche
Posso: ohimè basta solo il dir ch'io moro,
E in questo dir le rime mie son stanche.