217)
Amor mi tolse il core, e in un drappello
Di vaghe Ninfe sel lasciò cadere:
Nacquer tosto fra lor liti guerriere
L'empio possesso ad ottener di quello.
Per tòrre alfin le risse, a un ramoscello
L'incatenaron di comun parere,
Perché quella l'avesse in suo potere,
Che in saettarlo fea colpo più bello.
Ecco già pronta ognuna l'arco estolle,
Ed il povero core in un istante
Di sangue tutto e di ferite è molle.
Ma deformato da percosse tante,
Nessuna poi sì lacerato il volle,
E restai senza core e senza amante.