217

By Celio Magno

Ahi mio dolce signore, ahi mio secondo

padre, imagin del primo a morte spinto,

qual destin vuol ch'ancor te pianga estinto,

con eguale aspra piaga, al cor profondo?

Parto di tua pietà, rinacqui al mondo,

l'empio furor di mia fortuna vinto;

or, di te privo, in novo mar respinto

d'affanni io son, che non ha porto o fondo.

Né di tua patria men sostegno e lume

tu fosti: ond'ella meco, orbata e mesta,

versa dagli occhi un lagrimoso fiume.

Alma or beata in ciel, già in mortal vesta,

sii pia ver noi; deh serba il tuo costume:

ambo consola, e 'l tuo favor ne presta.