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Incauto Peregrin, che i passi allenta
Al mormorar d'un rivo, e sen compiace,
Obblia il viaggio, sulla sponda giace,
E a poco a poco alfin vi s'addormenta.
Destosi poscia, allor che un tempo spenta
È già nell'ombre la diurna face,
Trema pentito, e il rauco suon fugace
Del rio, che dilettollo, odia e paventa.
Così me pure un lusinghiero invito
Dal buon cammin sospese e i sensi oppresse,
Talché lunga stagion posai sul lito.
Or che mi desto, e fra le tetre e spesse
Tenebre degl'inganni è il cor pentito,
Mi dànno orror le mie delizie istesse.