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Pria che l'eterno Spirto e vita e moto
Desse al nulla, e da lui togliesse il Mondo,
Movea sull'acque, allor che nel profondo
Seno di lor giaceva il tutto ignoto.
Ma in te con magistero a noi men noto
Volle oprar quello spirto: "Io ti circondo
Di fiamme," ei disse, "e puro ardor t'infondo,
Onde il tuo fral del comun fral fia vòto."
Quinci il tuo piè da noi s'invola, e prende
Novello albergo, e d'umiltade adorni
In lui cela que' rai, ch'ei solo accende.
Vapor, che tanto s'erga, onde s'aggiorni
Fino al Ciel col suo lume, al suol poi scende;
Tu, che dal Ciel scendesti, al Ciel ritorni.