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Stassi di Cipro in sulla piaggia amena
Un'alta Reggia, dove Amor risiede.
Colà mi spinsi, e del Regnante al piede
Presentai carta d'umiltà ripiena.
“Sire,” (il foglio dicea) “Tirsi, che in pena
Servìo fin or, la libertà ti chiede;
Né crede orgoglio il domandar mercede,
Dopo sei lustri di servil catena.”
La carta ei prese, e in essa il volto affisse,
Ma legger non potea, ch'egli era cieco;
E conobbe il suo scorno, e se n'afflisse.
Indi con atto disdegnoso e bieco,
Gittomi in faccia lo mio scritto, e disse:
“Dàllo alla Morte: ella ne parli meco.”