22 (428)
Qual è tua gloria, altero nume Amore,
Strali e fiamme adoprando, e forze e inganni,
Di questo trionfar misero core,
Se bersaglio è senz'armi a oltraggi e danni?
Quella tutta di gelo e di rigore
Armata Donna, ond'ho sì lunghi affanni,
Ferisci omai: ve' come il tuo valore
Sprezza, lungi da' tuoi rapidi vanni.
Vibra lo stral più acuto; e se l'altera
Mai porta il sen per me piagato, oh quanto
Fia la vendetta tua giusta e severa!
Né di questa sperar mai più sovrana
Gloria, e di quello fia maggiore il vanto,
Onde vinti fur già Febo e Diana.