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By Auteur inconnu

Se a lui, che siede in guardia del mio core,

Tanto piacesse dar spazio al pensiero,

Che un tratto ritornasse al suo primiero

Libero stato, onde gran tempo è fuore,

Anch'io potrei, fatto di me maggiore,

Forse aprirmi alla gloria ampio sentiero,

E col favor del Savonese altero

L'alte un giorno toccar mete d'onore.

Allor farei ben risonar per l'etra

Il bel nome immortal del Signor mio,

E saria pari al suo valor mia cetra.

Ma tra catene, ahimè, che far poss'io?

Piango, ed invan: ché nulla il pianto impetra,

Anzi me strugge, e ardor cresce al desio.